I sogni da ragazzo che si realizzano ...
Da ragazzo si sogna e si immagina quello che si vorrebbe essere da grandi.
I sogni sono tanti, a volte diversi, a volte sovrapponibili, altre volte totalmente incompatibili.
Io sognavo di diventare un manager di azienda oppure un analista informatico.
Nei primi programmi, mettevo le informazioni di Copyright siglando con CED OVIDIO e poi in onore del celebre poeta latino ho fatto il primo sito web.
Volevo studiare e andare all'universita', la scelta era difficile:" economia a Pescara o informatica a Pisa ?!?"
Alla fine ha vinto Napoli dove sono stato catturato dallo Stato a fare il militare.
Non sono andato all'universita' e non sono diventato quindi ne' manager ne' analista, ma la mia vita da grande è stata comunque costellata di conteggi, bilanci, numeri e gestione del personale, impregnata di migliaia di righe di codice generato dalla creazione di programmi utili per quelle attivita'.
Il codice era Basic, poi GWBasic, poi QBasic, poi VBasic, usando i primi database DB2, DB3, DB4, passando infine ad Access nelle varie versioni, non tralasciando la programmazione VBA con le macro di EXCEL iniziata dalla Lotus 1-2-3.
Facevo il mio tradizionale lavoro e contemporaneamente scrivevo codice, lo miglioravo, lo ottimizzavo e lo riscrivevo, occupando anche il tempo libero
a programmare.
Non mi bastava mai, compravo refereces, riviste, libri e programmavo, cercando di imparare sempre cose nuove.
E' arrivato internet, si è aperto un nuovo mondo dagli orizzonti sconfinati,
e continuavo a comprare refereces, libri e riviste, studiando altri linguaggi,
l'HTML, poi DHTML, poi XHTML, XML, con contorno di fogli di stile CSS e Javascript.
Continuava a non bastare, la cosa nuova era diventata Linux, nelle varie distribuzioni, Mandrake, Red Hat, Debian e altre ancora, smadonnando tutte le volte che occorreva riformattare.
Poi è arrivato il momento di rendere un sogno realtà, mi sono iscritto
all'Università a studiare... indovina un po' ... informatica.
I primi esami li ho divorati e una frase che mi ha colpito profondamente è
stata dichiarata e scritta sulla lavagna da un ricercatore che teneva un corsosu Java :
" Bisogna saper programmare per 'NON' fare il programmatore... ".
Alche' timidamente e' stata sollevata un'eccezione: "Scusi prof. forse si è sbagliato dicendo " ... per NON fare il programmatore... " e lui che e' un ingegnere (con tutti i pro e i contro!) ha confermato il 'NON', intendendo dire che non bisogna fermarsi alla programmazione (che è faticosa e alla lunga brucia le cellule neurali e le sinapsi), ma bisogna andare avanti e far lavorare gli altri.
Aaaaaahhh, ecco! Avevo capito allora che il prof. si sbagliava, perchè per me la programmazione non era e non e' un lavoro, ma e' una passione, un divertimento e che nel momento in cui sarebbe diventata un lavoro imposto da altri più o meno legittimati a farlo, avrei smesso di programmare.
La cosa si è verificata ed infatti ho avuto alcuni stop, durati il tempo necessario a superare l'imposizione, ma in ogni caso lo studio è andato avanti: Java, linguaggio C, assembler MIPS, Lex, Flex, YACC e poi la programmazione web,
con PHP, JSP, CSS2, Javascript, Ajax, XML, e altro che in questo momento mi sfugge.
Il futuro... il futuro è già qui, non sono diventato manager di azienda, ma sono manager della mia famiglia e della mia vita, non sono diventato analista informatico,
ma ho programmato ed ho fatto l'analista per me stesso.
Il futuro cosa riserverà ancora? Secondo voi?
...studio, programmazione, studio e ancora programmazione, fino alla realizzazione dei sogni che avevo da bambino...
Domenico